
Oggi la “conquista della Patagonia” non è più militare, ma economica e ambientale: grandi latifondi della steppa patagonica appartengono a multinazionali, investitori stranieri e fondi privati, che li usano per allevamento intensivo, estrazione mineraria e turismo esclusivo, spesso a scapito delle comunità locali e degli ecosistemi.
Contesto storico e attuale
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Conquista del Desierto (1870–1884): campagna militare argentina guidata da Julio Argentino Roca per sottomettere i popoli indigeni e annettere la Patagonia.
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Nuova “conquista”: oggi non si tratta di eserciti, ma di capitali globali che acquistano enormi estensioni di steppa e foreste.
️ I nuovi proprietari della steppa
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Multinazionali e fondi privati: grandi aziende agroalimentari e minerarie possiedono migliaia di ettari per allevamento ovino, estrazione di petrolio e gas, e sfruttamento minerario.
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Investitori stranieri: figure come il miliardario britannico Joe Lewis (con proprietà vicino al Lago Escondido) o il filantropo Douglas Tompkins (fondatore di The North Face, che ha acquistato vasti territori per progetti di conservazione).
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Turismo esclusivo: lodge di lusso e riserve private trasformano la steppa in destinazioni per élite globali.
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Stato argentino: mantiene aree protette (Parque Nacional Patagonia, Monte León, ecc.), ma spesso con risorse limitate rispetto al potere dei privati.
⚖️ Impatti e controversie
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Comunità indigene (Mapuche, Tehuelche): rivendicano terre ancestrali espropriate nel XIX secolo e denunciano nuove forme di esclusione.
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Ambiente: la steppa patagonica è fragile; allevamento intensivo e estrazioni minacciano biodiversità e risorse idriche.
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Conflitti sociali: proteste contro l’accesso negato a laghi e fiumi, tensioni tra residenti e grandi proprietari.
Confronto tra “vecchia” e “nuova” conquista
Periodo
Attori principali
Obiettivo
Conseguenze
1870–1884
Esercito argentino
Annessione territoriale, eliminazione resistenza indigena
Sottomissione dei popoli originari, espansione agricola
Oggi (XXI sec.)
Multinazionali, investitori privati, fondi
Controllo economico e ambientale della steppa
Privatizzazione delle risorse, conflitti sociali, turismo elitario
Rischi e sfide
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Privatizzazione dell’acqua e dei laghi: accesso negato ai cittadini.
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Dipendenza economica: territori gestiti da capitali esteri riducono la sovranità locale.
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Conservazione vs. sfruttamento: alcuni progetti (Tompkins Conservation) proteggono la natura, ma altri intensificano l’estrazione.
Conclusione
La “nuova conquista della Patagonia” è una lotta silenziosa tra capitali globali e comunità locali. La steppa, un tempo teatro di campagne militari, oggi è terreno di battaglia per proprietà, risorse e identità culturale.
Benetton, Ted Turner, Jeremy Irons, Michael Douglas, Sylvester Stallone, sono solo alcuni dei nomi accusati di voler depredare un paradiso naturale, ricco di acqua e risorse, per i propri interessi.
Sanno tutti che comprare terre in Patagonia è uno dei migliori affari che si possano fare. Dato il costo elevato è ovvio che non è alla portata di tutti. Tuttavia il valore economico è insignificante rispetto alle enormi risorse naturali che vi si trovano, e tra le altre, quelle che secondo gli esperti sarà l'oro del futuro, l'acqua potabile.
In un momento in cui l'acqua scarseggia in vaste aree del paese, tornano a sentirsi i nomi dei possibili colpevoli, Tompkins, Benetton, Turner, Lewis, Jeremy Irons, Michael Douglas, l'argentino Marcelo Tinelli (accusato anche di aver chiuso una laguna, considerata sin dall'antichità luogo sacro di cerimonia e di approviggionamento di pesce e legna da parte delle popolazioni locali), e tra gli altri Sylvester Stallone.
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