Sempre al di sopra dei 600 metri sopra il livello del mare e attraverso binari separati da appena 75 centimetri di larghezza, la locomotrice a vapore percorre altipiani, derivazioni della pre-cordigliera e, verso ovest, magnifici laghi circondati da boschi praticamente vergini.
A 50 chilometri da El Bolsón c’è El Maitén, la località da dove attualmente parte La Trochita per arrivare fino a Esquel. Originalmente questo peculiare mezzo di trasporto interessava un percorso di 402 chilometri, con qualcosa come 600 o più curve, unendo le Province di Río Negro e Chubut. Oggi, unicamente il nord di Chubut ha il privilegio di ascoltare da lontano il suono del suo locomotore e l’eco che si espande nell’immensità della steppa patagonica.
Ma agli inizi la storia era un’altra: visse un’epoca di splendore come unico veicolo che poteva mettere in comunicazione le comunità della cordigliera. A partire dalla sua inaugurazione, nel 1945, portò prosperità dal momento che incominciò a essere utilizzato come treno merci. La gente, inoltre, viaggiava portando i propri animali scaldandosi con vecchie stufe a combustione lenta.
Ribattezzato come Vecchio Espresso Patagonico, conserva i suoi valori storici intatti, ma il suo percorso compie attualmente solo una funzione turistica e fu ridotto a 165 chilometri e tre stazioni: El Maitén, Nahuel Pan ed Esquel.
Le numerose curve che caratterizzano il percorso delle rotaie - e che, certamente, regalano viste differenti durante il tragitto - sono ancora la maggior attrazione che attira annualmente migliaia di turisti nazionali e stranieri, che qui giungono in cerca di una particolare forma di esplorare i paesaggi patagonici.
Pecore, branchi di guanachi e struzzi, vengono incontro a La Trochita; si posizionano disciplinatamente sulle rotaie e, quando compare il treno iniziano a correre come se fosse il loro divertimento quotidiano.
In El Maitén, oltre a funzionare l’officina dove vengono fatti artigianalmente i pezzi di ricambio, che non si fabbricano più industrialmente, c’è il Museo Ferroviario, con una pasticceria e un’area di servizi.
A circa 25 chilometri da lì, vive una comunità indigena di trenta famiglie di origine mapuche, chiamata Vuelta del Río, dal momento che il luogo si trova nel punto dove il fiume Chubut "gira" e va verso l’oceano Atlantico.
Il percorso si può anche iniziare da Esquel e, se l’idea è ritornare in giornata, il tratto fino a Nahuel Pan è quello adeguato. Solo 36 chilometri di un serpeggiante tragitto separano queste destinazioni.
Nei dintorni della stazione intermedia abitano alcuni discendenti di mapuches, che si dedicano all’attività pastorizia e alla confezione di articoli di artigianato che vendono in mostre artigianali. Se durante il mese di marzo siete in questa zona, avvicinatevi al Camarucu, la principale festa religiosa di questa comunità, nella quale i mapuches si riuniscono ai piedi del monte Nahuel Pan per invocare Nguillatún, il loro dio.


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