La volpe delle Ande (Pseudalopex culpaeus Molina, 1782), nota anche come culpeo, è una specie di Canide selvatico del Sudamerica. Dopo il crisocione, è il secondo Canidae più grande originario del continente. Nella morfologia ricorda sotto molti aspetti la più nota volpe rossa. Ha pelliccia grigio-rossastra, mento bianco, zampe rossastre e una striscia sul dorso che può essere poco visibile.
La dieta della volpe delle Ande comprende perlopiù roditori, conigli, uccelli, rettili e, in quantità minori, sostanze vegetali e carogne. Se ne ha l'occasione, attacca anche le pecore, e per questo motivo viene spesso cacciata o avvelenata[3]. In alcune regioni sta divenendo rara, ma in generale la specie non è minacciata d'estinzione.
Insieme ad altre cinque specie, la volpe delle Ande viene classificata nel genere Pseudalopex. I rapporti genetici che intercorrono tra le specie del genere Pseudalopex e gli altri Canidi del Sudamerica non sono ancora stati compresi appieno.
La parente più stretta della volpe delle Ande, tuttavia, risulta essere la volpe grigia sudamericana, con la quale condivide un antenato comune dal quale entrambe si sono separate circa 500.000-250.000 anni fa.
Dagli studi sono emerse differenze genetiche maggiori tra una sottospecie e l'altra che tra le specie stesse.
Attualmente vengono riconosciute sei sottospecie di volpe delle Ande:
P. c. culpaeus Molina, 1782 (regioni centrali del Cile e regioni adiacenti dell'Argentina);
P. c. andinus Thomas, 1914 (regione dell'Altiplano);
P. c. lycoides Philippi, 1896 (Terra del Fuoco);
P. c. magellanicus Gray, 1837 (Provincia di Magallanes e Patagonia);
P. c. reissii Hilzheimer, 1906 (Ande dell'Ecuador);
P. c. smithersi Thomas, 1914 (regioni montuose della Provincia di Córdoba).
Stato di conservazione
Rischio minimo
Descrizione.
La volpe delle Ande ha una lunghezza testa-corpo di 45-95 cm, una coda di 31-50 cm e un peso medio di 4-7,5 kg, sebbene esemplari particolarmente grandi possano raggiungere i 13 kg. I maschi sono generalmente più lunghi e pesanti delle femmine. Ha il muso allungato, il cranio provvisto di piccole creste ossee e un mantello dalla colorazione assai varia: il dorso, infatti, è grigio con strisce nere lungo la linea centrale; i fianchi e le zone laterali degli arti sono rossastri, mentre sui garretti appare una vistosa macchia bruno scura; i piedi sono chiari nella parte superiore; il margine della bocca è bianco o grigio chiaro; la coda, infine, è ornata da una macchia nera ed è sempre nera all'estremità.
Distribuzione e habitat.
L'areale della specie si estende dall'Ecuador e dal Perù fino alle regioni meridionali della Patagonia e alla Terra del Fuoco. Alcune popolazioni vivono nelle regioni meridionali della Colombia. È particolarmente numerosa lungo il versante occidentale delle Ande, dove abita le distese aperte e le foreste decidue. Alcune popolazioni sono presenti anche nelle regioni più occidentali delle isole Falkland, dove sono state introdotte dall'uomo.
La volpe delle Ande generalmente vive in territori desertici e montuosi, nelle boscaglie e nelle pianure aperte, come l'Altiplano.
Biologia.
La volpe delle Ande è un predatore opportunista che cattura una vasta gamma di prede. Si nutre soprattutto di roditori, lagomorfi (specialmente di conigli europei e lepri europee, introdotte dall'uomo) e, più raramente, animali domestici e giovani guanaco[5]. Svolge un ruolo ecologico importante, poiché riduce notevolmente la popolazione dei conigli, introdotti nel 1915; si ritiene che proprio le popolazioni di questi animali abbiano permesso alla volpe di estendere il proprio areale dalle colline ai piedi delle Ande alle pianure della Patagonia[6]. Talvolta, tuttavia, cattura anche agnelli appena nati. Sulla base di alcuni studi effettuati, sembrerebbe che la volpe delle Ande domini sugli altri predatori della regione, come volpi grigie sudamericane, gatti di monte, gatti delle pampas, grigioni e vari uccelli rapaci[4]. L'areale della specie si sovrappone a quello del più grande puma, ma la differenza di dimensioni fa sì che tra le due specie vi sia poca competizione.
Generalmente la stagione degli amori va da agosto a ottobre. Dopo un periodo di gestazione di 55-60 giorni, la femmina dà alla luce, tra le rocce, una cucciolata composta da 2-5 piccoli.
Conservazione
Gli allevatori considerano la volpe delle Ande una minaccia per i loro greggi di pecore, ma in realtà gli attacchi rivolti verso gli ovini sono molto rari. Tuttavia, la specie viene ancora pesantemente cacciata e nei pressi delle regioni densamente popolate è a rischio di estinzione. La IUCN, comunque, la classifica tra le specie a rischio minimo.
fonte: Argentina Tour
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